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Mutuo per una casa prefabbricata: come funziona

Documenti e piano finanziario su un tavolo per la richiesta di un mutuo
Foto di K O (Unsplash)

Le banche italiane finanziano anche le case prefabbricate in legno con un mutuo edilizio, di norma erogato per stati di avanzamento lavori (SAL) invece che in un’unica soluzione, come per una costruzione tradizionale. Servono il progetto, il titolo edilizio e il capitolato del produttore: l’istruttoria valuta il valore finale dell’immobile, non solo il costo di costruzione dichiarato.

Si può ottenere un mutuo per una casa prefabbricata in legno?

È una domanda ricorrente tra chi confronta le prime fasce di prezzo e comincia a pianificare come coprire la spesa. Sì, le banche non trattano una casa prefabbricata in legno in modo diverso, sul piano formale, da una costruzione tradizionale: quello che valutano è il progetto, il titolo edilizio, il capitolato del produttore e la perizia sul valore finale dell’immobile a costruzione completata. Il fatto che manchi ancora una compravendita di riferimento con caratteristiche identiche, tipico di una nuova costruzione, non è un ostacolo diverso da quello che affronterebbe chiunque costruisca una casa tradizionale su un terreno libero: la perizia si basa sul progetto e sul capitolato, non su un immobile già esistente da confrontare. Il fatto che la struttura nasca in stabilimento, come spieghiamo nella guida sulle case prefabbricate in legno, non cambia la natura del finanziamento, che resta un mutuo per costruzione, non un mutuo per acquisto: la differenza conta perché cambia il modo in cui viene erogato.

Che differenza c’è rispetto al mutuo per una casa tradizionale?

La differenza principale è nell’erogazione. In una costruzione tradizionale il cantiere avanza per fasi distinte (scavo, struttura, tamponamenti, finiture) che si susseguono nell’arco di mesi o anni; in una casa prefabbricata buona parte del valore si concentra nella produzione in stabilimento, che precede il montaggio in cantiere. Le banche adattano gli stati di avanzamento lavori a questa sequenza, ma il principio resta lo stesso: si eroga in base a quanto è stato effettivamente realizzato, non sull’intero importo alla firma del contratto.

Per il committente, questo significa anche anticipare una parte del capitale prima che la banca eroghi la quota corrispondente: la prima tranche del mutuo, in genere, arriva dopo l’avvio effettivo dei lavori, non alla firma del contratto con il produttore. È un aspetto da pianificare con attenzione nel piano finanziario complessivo, soprattutto se il contratto con il produttore prevede un acconto iniziale significativo prima dell’avvio della produzione in stabilimento.

Quali documenti chiede la banca (progetto, titolo edilizio, capitolato)?

L’istruttoria di un mutuo per costruzione richiede più documenti di un mutuo per acquisto, perché la banca deve valutare qualcosa che ancora non esiste. Servono, come minimo, il progetto architettonico completo e firmato da un tecnico abilitato, il titolo edilizio (il permesso di costruire o l’atto equivalente), il capitolato dettagliato del produttore con le voci incluse ed escluse, e una perizia sul valore dell’immobile finito. Un capitolato vago o con voci non specificate rallenta l’istruttoria, perché l’istituto non riesce a stimare con precisione il valore finale su cui basare l’erogazione: le banche chiedono la stessa chiarezza che dovresti chiedere tu per confrontare più preventivi, comprese le fasce indicate nella pagina sulle case prefabbricate chiavi in mano.

Come si eroga il mutuo per stati di avanzamento (SAL)?

L’erogazione per SAL funziona così: la banca versa una prima quota all’avvio, poi quote successive man mano che il cantiere (o lo stabilimento di produzione, a seconda degli accordi) certifica l’avanzamento dei lavori, solitamente con una perizia intermedia. L’ultima quota arriva a fine lavori, spesso legata al certificato di agibilità. Per una casa prefabbricata, alcune banche accettano una perizia sullo stato di produzione in stabilimento come prova di avanzamento, ma non è una prassi uniforme: va verificato istituto per istituto prima di firmare il contratto con il produttore.

Molti istituti chiedono anche una polizza assicurativa sul cantiere (una CAR, “Contractors All Risks”, o equivalente) valida per l’intera durata dei lavori, oltre alla polizza decennale postuma che copre i vizi strutturali dopo la consegna: sono coperture diverse tra loro, e vale la pena chiedere al produttore quali sono già incluse nel capitolato e quali restano a carico del committente, così da non scoprirle come voce aggiuntiva proprio nella fase dell’istruttoria bancaria.

Quali costi aggiuntivi considerare nel piano finanziario?

È il passaggio dove più spesso il piano finanziario iniziale si rivela ottimista. Nel piano finanziario del mutuo vanno previsti anche i costi che restano fuori dal capitolato “chiavi in mano” del produttore: le fondazioni, gli allacciamenti alle reti pubbliche, gli oneri di urbanizzazione e la parcella del tecnico che segue il progetto. Trattarli come una voce a parte, invece di darli per inclusi, evita la sorpresa più comune di chi passa da un preventivo indicativo a un piano di spesa reale. Un margine di sicurezza nel piano finanziario, oltre alla somma delle voci previste, aiuta ad assorbire eventuali variazioni in corso d’opera senza dover tornare in banca a chiedere un’integrazione: è una prassi comune tra chi ha già seguito una costruzione, meno scontata per chi affronta il percorso per la prima volta. Vale la pena anche valutare quanto durerà nel tempo l’investimento che stai finanziando: ne parliamo nella guida su quanto dura una casa in legno.

Se stai valutando come finanziare davvero la tua casa prefabbricata, il passo successivo è avere un capitolato chiaro da portare in banca. Quando la richiesta passa da noi, contattiamo noi le imprese compatibili con la zona e il tipo di intervento: compila il modulo qui sotto per iniziare.

Domande frequenti

Il mutuo copre anche il terreno?

Solo se lo includi nel piano finanziario insieme alla costruzione: è un mutuo per costruzione, non per l'acquisto di un immobile già finito.

Cosa cambia rispetto a un mutuo per una casa tradizionale?

L'erogazione segue gli stati di avanzamento lavori concordati con impresa o produttore, non un'unica tranche.

Serve già il permesso di costruire per chiedere il mutuo?

In genere sì, o almeno la pratica avviata: la banca vuole vedere il titolo edilizio prima di erogare.

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